9 maggio 2016

Outdoor education, che poi significa che è meglio stare all'aperto che al chiuso!

L'asilo di Bianca non è male, anzi è piuttosto bello. Nuovissimo, ha una struttura tutta a un piano arredata secondo le più moderne concezioni didattiche, ed è immersa nel verde di un ampio giardino, con erbe aromatiche e un bellissimo salice piangente. E qui casca l'asino. Perché? Perché quello spazio, a mio modo di vedere, è poco utilizzato.



Certo, spesso e volentieri i bambini vanno fuori, soprattutto dopo il pranzo, e giocano con i giochi che sono in giardino: la casina in legno, il cavalluccio o lo scivolo. Oppure vanno nell'arena nel retro con tricicli e biciclettine. Benissimo, solo che.
Solo che a me sembra che queste attività siano concepite come una sorta di sfogo, un lasciare liberi i bambini dopo tante attività al chiuso. 
E ripeto, mi piace il gioco libero all'aperto dove possono interagire tra loro senza il controllo costante dell'adulto, anzi credo che il gioco libero e spontaneo vada favorito. In fondo noi siamo cresciuti giocando in cortile o in strada e non c'era sempre la mamma a controllare.
Però. Diciamo che mi piacerebbe che lo spazio all'aperto fosse concepito anch'esso come spazio educativo. Mi spiego meglio: perché non provare a fare un orto oppure qualche attività all'esterno: osservazione degli insetti, acquario, terrario, costuzione di una capanna…

Eh, qualcuno dirà, ma se poi passando troppo tempo all'aperto si ammalano?
Oggi giorno qualsiasi pediatra vi darà che per i bambini è meglio stare all'aria aperta invece che al chiuso. E comunque se da una parte ci sono genitori pronti a farsi prendere da un attacco d'ansia appena i figli mettono il naso fuori, ce ne sono molti altri che sono sensibili a questo tema. Il tema si chiama Outdoor Education e concepisce l'ambiente esterno come luogo di formazione e di apprendimento che consente ai bambini di apprendere numerosi linguaggi: ludico, motorio, evmotivo, affettivo, sociale, espressivo, creativo.
Fare outdoor education significa cambiare il punto di vista, rendersi conto che i bambini all'aperto ci stanno bene e l'ambiente esterno favorisce tante abilità tra le quali lo sviluppo dell'autonomia. Che poi l'educazione all'esterno funziona quando sviluppa la curiosità e l'esplorazione, l'adulto deve solo suggerire per dare la possibilità di muoversi ed esplorare.
E se piove, ci sono le galosce!

E voi, che esperienze avete nelle scuole d'infanzia dei vostri figli?
Le attività all'aperto vi fanno orrore o le favorite?